La grande sfida del nostro secolo per una parte della scienza è quella di unire le funzioni di elementi naturali come cellule biologiche a quelle di altri creati artificialmente.

Guglielmo Lanzani, coordinatore del Center for Nano Science and Technology (CNST) dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) e Professore di Fisica al Politecnico di Milano, traccia uno scenario futuribile che ha come protagonista il carbonio, l’elemento più eclettico fra quelli di cui è costituito il corpo umano. Capace di cambiare i suoi legami sulla base di quello a cui si lega, il carbonio è l’unico elemento che può essere facilmente utilizzato nella ricerca sulle biotecnologie per creare dispositivi biocompatibili e – perché no? – addirittura commestibili.

Dal palco del TEDxRoma 2016, lanzani ha aperto infinite possibilità: immaginare, ad esempio, i cibi che comunemente troviamo sulle nostre tavole non siano “la dispensa di un cuoco ma la cassetta degli attrezzi di un ingegnere”. Dalla composizione degli elementi potrebbero nascere transistor fatti di elementi naturali, capaci di inserire informazioni negli alimenti per tracciarne la provenienza e il trattamento, ad esempio. Oppure – ed è questa, la grande sfida in campo medico – dalle sostanze di cui sono fatti i cibi potrebbero nascere capsule ingeribili (e digeribili), capaci ad esempio di misurare i valori dell’ossigeno, del ph, di verificare la presenza di un’infezione batterica e comunicare il tutto al medico in tempo reale.

Ma non solo: il carbonio potrebbe addirittura intervenire nella sostituzione dei fotorecettori danneggiati in caso di malattie della retina come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare. Alcuni tipi di protesi al carbonio sono attualmente in sperimentazione in laboratorio, e gli sviluppi sembrano essere promettenti.

La domanda del mondo scientifico nel 2017 è: quali prospettive potrà aprire il carbonio tra 20 anni?

Guglielmo Lanzani al TEDxRoma 2016